Il grido di allarme delle Pmi della provincia di Messina a seguito di avvisi di pignoramento da parte dell’agenzia delle entrare-Riscossione.
L’agenzia delle entrate – Riscossione, attraverso il D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1972 all’articolo 72 bis .sta inviando alle aziende e cittadini atti di intimazione. Dopo il covid l’attività di riscossione è ripresa a pieno ritmo. Una pioggia di avvisi a cui rispondere in tempi strettissimi. Cinque giorni dopo, in linea teorica, la riscossione può muovere le sue pedine e intervenire con la fase del prelievo coattivo, che esso sia pignoramento del conto corrente, fermo amministrativo o pignoramenti immobiliari.
Le comunicazioni riportano le pendenze complessive che
hanno i contribuenti nei confronti dell’Agenzia, per cui sarebbe necessario
fare sempre una verifica sulle voci: potrebbero esserci quelle già decadute, le
procedure di dilazione già concesse e in regola con i versamenti o nuove
iscrizioni a ruolo per cui è ancora possibile chiedere la rateazione.
Per chi riceve
un’intimazione da Agenzia delle Entrate Riscossione si consiglia di verificare
con lo sportello l’analitico delle voci dei carichi e verificare se ci sono
nuovi ruoli per poi avviare un piano di dilazioni e pagamenti a rate. Mentre se
ci sono invece altri debiti per cui non si è pagato, dopo cinque giorni Agenzia
delle Entrate Riscossione può avviare le procedure esecutive, che vanno dalla
trattenuta sul conto corrente, ad quella di una quota dello stipendio, al
pignoramento dell’immobile, al fermo amministrativo della macchina.
Per quanto concerne il pignoramento del conto corrente
da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione può colpire non solo il saldo
disponibile al momento della notifica, ma anche i futuri accrediti. È cruciale
capire come funziona questo processo per proteggere le tue finanze.
Fausto Ridolfo presidente dell’associazione datoriale A.a.c.im. – Claai, lancia l’allarme del
rischio del fallimento di molte piccole medie imprese a seguito dei debiti
tributari accumulati anche a causa della crisi pandemica del covid. Serve buon
senso, è giusto pagare le tasse ma è anche giusto non vessare con atti di
pignoramento le aziende ed i cittadini in difficoltà, la politica dovrebbe
cambiare le norme sulla gestione della riscossione coattiva dei debiti
tributari , serve una maggiore elasticità è meno vessazioni. Mi farò carico nella qualità di rappresentante
di interessi presso la Camera dei deputati di provare a far approvare la
variazione dell’articolo 72bis del d.p.r. n.602/72
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