Tutela del termine “artigianale”: la qualità e l’eccellenza sono protette dalla (Legge 34/2026)

 Con la legge n.34/2026 la parola “artigianale” non è più un’etichetta da usare con leggerezza o per pura strategia commerciale o di marketing. Con la legge annuale per le PMI (Legge 34/2026), la quale stabilisce una protezione rigorosa per la tutela del termine “artigianale” nella pubblicità di prodotti e servizi. Si tratta di un cambiamento atteso e necessario, che mette finalmente ordine in un settore troppo spesso colpito dalla concorrenza sleale e premia chi lavora con passione nel nostro territorio.

Valorizzare il vero lavoro manuale:

Questa svolta normativa porta con sé una garanzia fondamentale: quando leggeremo “artigianale”, potremo finalmente fidarci dell’autenticità del prodotto. Dietro quel termine dovrà esserci un’impresa regolarmente iscritta all’albo degli artigiani, con le sue competenze reali e il suo lavoro manuale.

La tutela del termine “artigianale” serve a distinguere chi investe in formazione, qualità delle materie prime, e specializzazione della manodopera da chi utilizza il termine solo come richiamo pubblicitario. La norma punta a ristabilire un principio semplice: l’artigianato non è uno slogan, è un mestiere che richiede un laboratorio, mani esperte e una trasformazione reale della materia prima.

La nuova disciplina chiarisce che l’identità artigiana deve essere tangibile e verificabile. Non basta l’apparenza per fregiarsi di questo titolo:

·         nel settore alimentare: il gelato artigianale deve nascere da una lavorazione in laboratorio, non da preparati industriali standardizzati.

·         nell’arredo: un tavolo è artigianale solo se il legno è stato lavorato e trasformato da un falegname professionista.

·         nella moda: un abito è sartoriale se è frutto del lavoro di un sarto vero, non di una catena di montaggio automatizzata.

Questa misura rappresenta una vittoria per la trasparenza e la scelta consapevole dei consumatori, che possono finalmente riconoscere il valore della tutela del termine “artigianale” nelle loro decisioni d’acquisto quotidiane.

Il commento di Fausto Ridolfo presidente della A.a.c.im. – C.l.a.a.i.

“Siamo molto soddisfatti per l’importante novità normativa che rappresenta un traguardo fondamentale per l’artigianato italiano e locale, considerato che nelle province di Messina i nostri associati sono custodi di un saper fare unico, di saper realizzare prodotti eno-gastronomici di eccellenza, di saper creare prodotti con sapienza e maestria” 

Con legge 34/2026 , si rende giustizia agli artigiani, , mettendo fine a anni di abusi commerciali che danneggiavano chi ogni giorno alza la serranda con orgoglio.

Associazione A.a.c.im. C.l.a.a.i.

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Sede di Torregrotta (Me) Via Sfameni,15 

Sede  di Milazzo (Me) - Contrada Fondaco Pagliaro

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