Sicurezza luoghi di lavoro : DVR senza data certa: la Cassazione conferma le responsabilità del datore di lavoro
La sentenza n. 14579/2026 della Corte di Cassazione, richiama l’attenzione delle imprese sull’importanza di una corretta gestione della documentazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
La pronuncia nasce da un grave infortunio avvenuto
durante l’utilizzo di un trattore agricolo privo delle necessarie protezioni,
circostanza che ha portato alla condanna del datore di lavoro. Tra
gli aspetti più significativi affrontati dai giudici vi è il valore probatorio
del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
Secondo la Corte, un DVR che non sia in grado di dimostrare con certezza di
essere stato redatto prima dell’avvio delle attività lavorative, oppure che non
rispecchi le effettive modalità operative dell’azienda, non solo perde
efficacia ai fini difensivi, ma può costituire esso stesso un elemento di prova
della responsabilità datoriale per omessa o inadeguata valutazione dei rischi.
La sentenza affronta inoltre il tema della formazione
dei lavoratori, ribadendo che l’abilitazione all’utilizzo di
specifiche attrezzature di lavoro – il cosiddetto “patentino” – non sostituisce
in alcun modo la formazione generale e specifica prevista dall’articolo 37 del
D.Lgs. 81/2008.
La Corte evidenzia come esperienza professionale e
possesso del patentino non siano sufficienti a esonerare il datore di lavoro
dagli obblighi formativi. È infatti necessario garantire una
formazione strutturata, documentata, verificabile e costantemente aggiornata in
relazione ai rischi connessi alla mansione svolta.
Un ulteriore principio riaffermato dalla Cassazione
riguarda il comportamento del lavoratore. I giudici hanno escluso che possa
essere considerato automaticamente “abnorme” il mancato rispetto di una misura
di sicurezza da parte del dipendente. L’errore umano, anche quando deriva da
una scelta consapevole, rientra infatti tra i rischi prevedibili che il sistema
aziendale di prevenzione deve essere in grado di gestire.
Affinché una condotta possa essere qualificata come abnorme e interrompere il
nesso di responsabilità del datore di lavoro, essa deve essere del tutto
eccezionale, imprevedibile e radicalmente estranea alle procedure e alle
attività lavorative normalmente svolte.
Per Fausto Ridolfo, presidente dell'associazione A.a.c.im. - Claai : "La sentenza conferma quindi un principio consolidato: il sistema di
prevenzione aziendale deve essere progettato e organizzato in modo da ridurre i
rischi anche in presenza di errori, disattenzioni o comportamenti non corretti
dei lavoratori, attraverso adeguate misure di sicurezza, formazione e
vigilanza."
Corsi di formazione e aggiornamento A.a.c.im. -Claai, sulla sicurezza: un investimento
che tutela imprese e lavoratori
Le recenti
pronunce della giurisprudenza confermano quanto formazione, aggiornamento e
corretta gestione della documentazione siano elementi fondamentali per tutelare
imprese e lavoratori e garantire il rispetto degli obblighi previsti dalla
normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
A.a.c.im. -Claa, mette a disposizione un ampio catalogo di
corsi obbligatori e di aggiornamento, pensati per accompagnare le aziende
nell’adempimento degli obblighi normativi e nella costruzione di ambienti di
lavoro sempre più sicuri e consapevoli.
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è possibile contattare gli uffici A.a.c.im. -Claa
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A.a..c.im. – Claai – Presidente dott. Fausto Ridolfo
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